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Brasato al Barolo: quale carne scegliere e come ottenere un risultato morbido

Brasato al Barolo: quale carne scegliere e come ottenere un risultato morbido

The brasato al Barolo è uno dei piatti più rappresentativi della cucina piemontese: carne di manzo, vino rosso e verdure cuociono lentamente fino a creare un secondo tenero, accompagnato da un fondo profumato. È una preparazione perfetta per il pranzo della domenica e per le prime giornate fredde di ottobre.

Per portare in tavola un buon brasato alla piemontese, però, non basta scegliere una bottiglia pregiata. Il risultato dipende soprattutto dal taglio di carne, dalla temperatura e dal tempo dedicato alla cottura.

Quale carne scegliere per il brasato al Barolo?

The cappello del prete, ricavato dalla spalla del bovino, è una delle scelte più adatte. Il suo tessuto connettivo, durante la cottura prolungata, si trasforma progressivamente in gelatina, contribuendo alla morbidezza della carne.

Anche altri tagli della spalla possono funzionare: chiedi al macellaio un pezzo adatto alla brasatura, da cuocere intero. Evita di scegliere automaticamente filetto o tagli molto magri, pensando che un prezzo superiore garantisca un risultato migliore.

The carne di Fassona piemontese permette di valorizzare il legame con il territorio, ma conta sempre il taglio: anche una carne eccellente richiede una preparazione adeguata.

Ingredienti per un brasato alla piemontese

Per quattro persone considera:

  • 800 g–1 kg di cappello del prete;
  • una bottiglia da 750 ml di Barolo;
  • una carota, una cipolla e una costa di sedano;
  • uno spicchio d’aglio;
  • una foglia di alloro e un rametto di rosmarino;
  • due chiodi di garofano;
  • olio extravergine d’oliva;
  • brodo caldo, se necessario;
  • sale e pepe.

The Barolo DOCG delle Langhe, prodotto da uve Nebbiolo, dà identità alla ricetta. Scegli un vino integro e piacevole da bere: una bottiglia difettosa compromette anche il fondo di cottura. Con un altro rosso puoi preparare un ottimo brasato al vino, ma sarà una variante.

Marinatura: serve davvero?

La marinatura è frequente nelle ricette tradizionali, ma non è indispensabile. Puoi lasciare la carne nel vino con verdure e aromi per una notte, usando un recipiente coperto in frigorifero.

Prima della rosolatura, scola il pezzo e asciugalo accuratamente. Conserva vino e verdure per la successiva cottura. La marinatura aggiunge profumo, ma non sostituisce la brasatura lenta: è soprattutto quest’ultima a rendere tenero il taglio.

Come cuocere il brasato e mantenerlo morbido

Usa una casseruola dal fondo spesso, abbastanza stretta da contenere comodamente la carne. Scalda poco olio e fai rosolare il pezzo su tutti i lati, fino a ottenere una superficie dorata.

Togli momentaneamente la carne, fai appassire le verdure e rimettila nella pentola. Versa il vino, aggiungi gli aromi e porta a un leggero sobbollore.

Copri e prosegui a fuoco basso, girando il pezzo occasionalmente. Il liquido deve mantenerlo umido: aggiungi poco brodo caldo quando necessario.

Per un pezzo di circa un chilogrammo, considera indicativamente tre ore, verificando la consistenza. La carne è pronta quando una forchetta entra facilmente. Se oppone resistenza, prolunga la cottura dolcemente: alzare la fiamma non risolve il problema.

Gli errori da evitare e gli accompagnamenti migliori

Un bollore vigoroso, una pentola asciutta e tempi troppo brevi possono compromettere il risultato. Non affidarti soltanto all’orologio: dimensioni e caratteristiche del taglio modificano i tempi.

Lascia riposare brevemente il brasato, quindi taglialo controfibra. Elimina gli aromi più duri e frulla, se desideri, le verdure con il fondo; fallo restringere separatamente fino alla consistenza preferita.

Servi il brasato al Barolo morbido con polenta, purè di patate o verdure arrosto. Il sugo completa ogni fetta e rende il piatto particolarmente adatto a una tavola autunnale.

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